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S.L.L. Napoli
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News

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CHI SIAMO


STORIA S.L.L.

Storia Il 1° Congresso del SLL vuole assumere e fa propri i contenuti e la lotta della nostra esperienza e quella di oltre 150 anni di storia del movimento dei lavoratori. Questa lotta sempre e solo al servizio dei proletari e volendo onorare la memoria di tutti quei compagni che hanno lottato con noi senza riserve. La nostra storia è parte di un processo durato circa 35 anni di mobilitazione dei disoccupati organizzati napoletani, una “locomotiva” che inizia negli anni ’70. Da allora ad oggi, ininterrottamente, circa 50.000 proletari cominciarono ad alzare la testa per lottare per i loro diritti, ottenendo lavoro grazie alla loro determinazione e organizzazione dal basso, sostenuti dai comunisti in ogni difficoltà e in ogni attacco repressivo. Senza elemosinare niente ai padrini politici del padronato, ma con dignità, rimpararono che “la lotta paga”. Noi siamo stati e siamo parte di questo filo rosso che ha legato e legherà ancora tanti proletari fino alla vittoria di un nuovo mondo. Le nostre battaglie e i sacrifici affrontati sarebbero risultati vani senza il sostegno dei comunisti, senza la crescita dei nostri dirigenti che durante il percorso di lotta hanno aderito al cantiere, alla scuola dei comunisti, diventando comunisti; essi sono e saranno preziosi per l’emancipazione della classe operaia. Tutto questo è il frutto delle nostre vittorie, delle nostre particolari conquiste ottenute con anni di sacrifici, resistendo alla repressione, agli arresti e numerosi tentativi da parte della borghesia di schiacciarci. Tutto questo è stato respinto e siamo ancora qui a lottare. La nostra storia nasce nel 1988 con il nome Movimento di lotta per il lavoro M.L.L. (disoccupati organizzati). Nasce dalla fusione di due esperienze che avevano dei limiti oggettivi, la RSD (Rappresentanza Sindacale Disoccupati ) e il Comitato per il Salario Garantito. La prima lottava per le vertenze di zona, quindi non per una soluzione unica per tutti; la seconda per un obiettivo generico e poco concreto per i disoccupati che volevano uscire dalla disoccupazione. Nel corso degli anni e in particolare nel 1991 durante un’assemblea, la vecchia direzione composta da disoccupati e soggetti politici già occupati, volevano deviare la lotta. La stessa impegnata sui “corsi di formazione professionali finalizzati”, tentava di portare i disoccupati su obiettivi generali e discriminando i metodi di lotta intrapresi storicamente dai disoccupati, (occupazioni di strutture di regime, manifestazioni, blocchi stradali, ecc…) in quanto elementi di disturbo per “l’ordine pubblico e quindi per la trattativa stessa”. Per questo motivo la direzione in un’assemblea pubblica fu messa in minoranza e di conseguenza si ritirò. Da ciò si costituì una nuova direzione di disoccupati in lotta con un nuovo percorso. Le tappe più importanti del nostro percorso: Da disoccupati: Giugno 91: 11 arresti (disoccupati) in seguito ad una manifestazione alla regione Campania . Le amministrazioni di allora (DC - PSI) e il ministro del lavoro bocciarono i corsi di formazione. Ottobre 93: 43 arresti (disoccupati ) in seguito all’ occupazione del Duomo di Napoli . Durante la notte i reparti speciali delle forze dell’ordine, attuarono lo sgombero del Duomo effettuando 43 arrestati in quella occasione vi fu una vera e propria caccia all’uomo. Tale occupazione fu attuata a causa delle risposte negative delle amministrazione locali al problema disoccupazione. Tutti questi momenti di lotta in cui abbiamo subito continui attacchi di repressione e intimidazioni a livello personale sono serviti solo a coalizzare maggiormente il raggiungere dell’obiettivo “lavoro”. Da Corsisti: varie fasi di denunce e scontri di piazza: 21 febbraio 1997 (Piazza del Plebiscito, palazzo della Prefettura): data storica per il movimento di lotta di Napoli che sotto un’unica voce “lavoro per tutti” LSU e corsisti misero in fuga interi reparti di polizia e carabinieri (Giunta Bassolino).Un nostro compagno fu colpito alla bocca da un lacrimogeno con la perdita di 6 denti, rimase per giorni in ospedale, non si è mai saputo il nome del poliziotto o carabiniere responsabile di quell’episodio. Movimento di lotta LSU: Maggio /Giugno 2000: durante un tentativo di occupazione della giunta regionale (presidente Bassolino) furono arrestati 4 proletari : 3 disoccupati e 1 lavoratore socialmente utile. Movimento lavoratori in lotta S.In.Cobas: Luglio 2003: in una riunione sindacale con la società Recam la Digos (fuori alla sede della società) tenta di limitare la delegazione del movimento S.In.Cobas. I compagni notano che rappresentanti della triplice (CGIL-CISL-UIL) entravano con il consenso della polizia e della società, con un numero di rappresentanti superiore a quello previsto quindi riducendoci dal tavolo in termini di delegazione. A questo punto i nostri compagni fanno entrare altri rappresentanti forzando la polizia e celerini, costringendoli a scendere. Espulsione dal S.In.Cobas: Tutto ciò è nato dalla solidarietà espressa dal Movimento Lavoratori in Lotta S.In.Cobas nei confronti del compagno Walter di Torino, sindacalista della FILLEA CGIL espulso dal suo sindacato avendo rilasciato delle dichiarazioni durante una trasmissione televisiva. I dirigenti del S.In.Cobas dopo la riunione del novembre 2003 (segreteria interprovinciale Napoli, Salerno, Caserta) mettendo in discussione la solidarietà verso Walter in quanto non rappresentanti di lavoratori fautori di documenti a sostegno di Walter, additandoli come violenti. La richiesta – ricatto dei dirigenti del S.In.Cobas fu: “smentita immediata del documento solidale a Walter”.. La direzione S.In.Cobas ha dimostrato con l’espulsione dei compagni di partecipare alla campagna contro comunisti e movimenti di resistenza. Nascita del Sindacato. S.L.L. (gennaio 2004) (Sindacato Lavoratori in Lotta per il Sindacato di Classe) A seguito di tali avvenimenti si è ritenuto opportuno organizzarci e costituirci in sindacato fondato su principi Indissolubili che vanno a difesa dei lavoratore, pertanto la denominazione – per il sindacato di Classe, per noi nella nostra esperienza significa che una classe che è quella operaia dirigente delle masse popolari, che attraverso la propria organizzazione politica combatte contro la borghesia imperialista per l’instaurazione di un mondo migliore che noi chiamiamo socialismo. I nostri principi fondamentali sono e restano per la memoria di tutti i lavoratori che hanno combattuto per essi le ragioni delle nostre scelte: Durante questo nuovo percorso abbiamo avuto momenti di lotta unitaria con gli operai dell’ex Italsider, con gli occupanti casa, con gli studenti e con gli operai dei Cantieri Navali Partenopei. Grazie a questa lotta unitaria abbiamo fatto un salto di qualità, un esperienza che ha arricchito e rafforzato la nostra lotta. …. Dire le principali lotte di resistenza che si sono sviluppate a livello nazionale…rivendicative …lavoro …salario ..ambiente..per la pace… ..Nel nostro bilancio sindacale, non bisogna mai trascurare il fatto che la borghesia, ogni volta che i comunisti sono alla testa delle pur piccole organizzazioni sindacali, mobilita poliziotti, preti, chierichetti o altri suoi agenti del genere per organizzare i proletari contro di essi… …Lavorare e impegnandoci come SLL che la crisi generale del capitalismo, metterà la nostra organizzazione nelle condizioni di difendere a spada tratta e senza riserve gli interessi immediati e generali di tutti i lavoratori e di tutti gli sfruttati dal capitalismo. Rimanere solo sul piano delle lotte della propria azienda è un atteggiamento settario e corporativo, impoverisce di contenuti il legame con tutto il proletariato e nel tempo da spazio ai padroni di attaccare le conquiste dei lavoratori… …evidenziare, accanto agli aspetti positivi (dedizione alla lotta, determinazione a vincere, ecc.) anche i limiti del SLL (localismo, chiusura verso gli altri sindacati, limitazione ad agire solo nell’ambito delle proprie aziende, spontaneismo, del livello organizzativo e della divisone dei compiti)…. Analisi della situazione La crisi generale del capitalismo allarga sempre più, oggettivamente, il solco che divide la società in due parti contrapposte: da una parte, il proletariato, le masse popolari (la stragrande maggioranza della popolazione) composte da quelle classi che per vivere devono lavorare e riescono a vivere solo se riescono a lavorare; dall’altra quelle classi che appartengono al campo della borghesia, che vivono del lavoro altrui e che, se lavorano, lo fanno solo per aumentare le loro ricchezze. Il 1° Congresso del SLL avviene in un quadro politico generale in cui il governo borghese di Prodi, recentemente insediatosi, ha avviato alla grande il programma comune del padronato contro la classe operaia e le masse popolari. La disoccupazione, la precarietà, l’attacco ai salari, l’emarginazione, il malessere, lo sconcerto e lo sconforto che i lavoratori e le masse popolari hanno subito nei cinque anni di governo della banda Berlusconi, che ha peggiorato le loro condizioni di vita e di lavoro, il circo Prodi cercherà di peggiorarle ulteriormente. Partiti ed esponenti del circo Prodi, durante la campagna elettorale, avevano promesso che con loro sarebbe iniziata una nuova stagione dopo gli anni bui del governo Berlusconi. Ma al contrario il circo Prodi dopo aver rafforzato il suo impegno al servizio degli USA in Afghanistan, fa sbarcare 2.400 soldati in Libano per disarmare Hezbollah, accompagnati da fanfare con il consenso del PRC, Pdci, Verdi e pacifisti di turno. In tutto questo la finanziaria del ministro dell’economia Padoa-Schioppa da 30 miliardi da rapinare ai lavoratori e masse popolari del nostro paese, con il placido consenso dei sindacati di regime CGIL,CISL e UIL, questa è la situazione al di là delle belle parole. Obiettivi Man mano che la crisi generale (economica, politica e culturale) procede, sempre più proletari entreranno in fermento per difendersi dagli attacchi dei padroni e dai loro governi. Per questo si sviluppa una sempre più agguerrita resistenza popolare in ogni luogo e in ogni posto di lavoro. Questa resistenza agli attacchi alle condizioni di vita e di lavoro è l’elemento comune presente in qualche modo in ogni iniziativa di ogni frazione delle masse popolari ed è il principale fattore della trasformazione della nostra società in questa fase. è l’aspetto positivo e costruttivo. è l’argine contro la sfiducia e la rassegnazione a vivere in un mondo capitalista costruito sulla sopraffazione e sulla barbarie. Il SLL fa parte di questo movimento di resistenza. Esso deve assumere un ruolo di avanguardia per favorire, come diciamo nella nostra piattaforma, “la lotta per realizzare l’unità sindacale di tutti i proletari”: i lavoratori dipendenti dai capitalisti, quelli dipendenti dalla pubblica amministrazione, quelli delle imprese familiari, delle cooperative, delle imprese artigiane, i lavoratori degli enti senza fine di lucro; ma anche i lavoratori precari, lavoratori in cerca di primo impiego, disoccupati, emarginati, immigrati, pensionati. Il SLL deve dare maggiore impulso e vita al progetto di costruzione di un sindacato unico che lotti veramente e seriamente “per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i proletari e sostiene ogni iniziativa e organizzazione che mirano a instaurare un nuovo superiore ordinamento sociale che realizzi l’emancipazione dei proletari dai capitalisti fino all’eliminazione del capitalismo”(dalla piattaforma). Per questo il primo congresso del SLL deve essere il punto di partenza del rilancio del nostro lavoro di costruzione di un sindacato unitario dei lavoratori {sviluppare discorso su cosa significa unitario vedi piattaforma} Ribadiamo la necessità di una generale riorganizzazione a livello nazionale del SLL, finalizzata a contribuire alla lotta per il rinnovamento del movimento sindacale italiano che sia di massa e anticapitalista, fondato sull’organizzazione diretta e su modalità di rappresentanza consiliari dei proletari. Per perseguire questo obiettivo il Congresso Nazionale ritiene fondamentale e centrale l’intervento della massa dei lavoratori, favorendo e sostenendo iniziative e mobilitazioni comuni sulla base di obiettivi condivisi e di reale difesa, ai livelli aziendali, locali e nazionali, sia su questioni contrattuali specifiche, sia su temi e battaglie di rilevanza categoriale e nazionale. Su questa impostazione, rivolta a favorire l’unificazione di tutti i proletari, il Congresso Nazionale inquadra anche i rapporti con gli organismi di base costituiti da gruppi di lavoratori esterni al SLL con i sindacati di base, extraconfederali e confederali. Seguendo quest’impostazione promuove la prosecuzione e l’allargamento delle esperienze in corso, come quelle avviate sul TFR, e sui contratti CCNL che sistematicamente ritardano e quindi vengono rinnovati dopo anni dalle loro scadenze naturali, A questo proposito, il 1° Congresso Nazionale del SLL, ritiene che oggi è necessario lavorare per un vasto movimento sindacale, per l’unità relazionandosi sia dal sindacalismo di base sia al movimento sindacale storico. Questa scelta è necessaria per gli interessi immediati e generali di tutto il proletariato, al contrario ci isoleremmo dagli altri lavoratori, faremmo per settarismo il gioco dei nemici dei lavoratori, il gioco della borghesia. Per riorganizzare l’attività sul piano nazionale, il Congresso del SLL vuole aprire un percorso politico-organizzativo di elaborazione e definizione delle posizioni su tutti i temi dello scontro sociale oggi in atto. In particolare si propone promuovere un Convegno Nazionale di tutti i delegati di altri organismi sindacali sul tema: “ la lotta rivendicativa e sindacale, il governo Prodi e lo stato del movimento sindacale italiano”. La direzione del SLL che verrà eletta, avrà il compito di attuare questa scadenza. La nostra organizzazione sindacale deve anzitutto mirare a influenzare i lavoratori di altre organizzazioni sindacali, a combattere ed a eliminare la direzione della borghesia soprattutto nei vertici dei grandi sindacati di regime per rilanciare l’unità sindacale. Questo obiettivo è possibile tramite l’esempio di quanto i lavoratori riescono a fare se solo si liberano dalla direzione della borghesia; con la collaborazione solidale e il rapporto fraterno benché franco con tutti i lavoratori aderenti o non aderenti a sindacati (anche con quelli aderenti a sindacati reazionari); con la mobilitazione della sinistra (qual è la sinistra?) in ogni organizzazione sindacale; con la collaborazione con essa ogni volta e in ogni campo possibile; con le mobilitazioni generali il più possibile unitarie; con la denuncia franca e precisa di ogni cedimento, di ogni collaborazione con la borghesia, di ogni truffa e di ogni caso e forma di corruzione e subordinazione. Il Congresso Nazionale ritiene che le questioni più sotto elencate siano i temi fondamentali su cui imperniare la generale attività nazionale e l’elaborazione più articolata delle posizioni e degli obiettivi del SLL: 1. la definizione e il rafforzamento della struttura organizzativa del SLL per superare lo spontaneismo e utilizzare al meglio le risorse disponibili, attuare una migliore divisione dei compiti e una più larga partecipazione e mobilitazione di tutti gli iscritti che almeno in qualche misura sono disposti ad andare oltre l’iscrizione, il versamento della quota e la partecipazione alle lotte aziendali; 2. La lotta per il rinnovamento del movimento sindacale italiano, secondo le linee indicate nella nostra piattaforma del 2004. Il Congresso assume come assi strategici fondamentali lo sviluppo delle lotte come quelle di questi anni degli autoferrotranviari, degli operai di Melfi, dell’industria, delle società miste e dei disoccupati organizzati. Misure concrete e risorse specifiche dovranno essere deliberate e attuate dal SLL, per difendere i lavoratori, i disoccupati, senza tetto, gli immigrati, ecc. Il SLL si propone di migliorare nella lotta contro la repressione e per lo sviluppo della solidarietà di classe contro la persecuzione dei comunisti, degli antimperialisti, contro la repressione dei lavoratori avanzati e degli elementi d’avanguardia delle masse popolari che lottano. Per rilanciare la questione della libertà di sciopero, dei diritti sindacali, sia per sostenere le lotte nell’industria e appoggiare politicamente e organizzativamente gli operai di tutte le aziende colpite dalla crisi del modo di produzione capitalista. La storia dei sindacati di regime conferma che la borghesia, anche quando ottiene la piena collaborazione dell’aristocrazia operaia, incontra serie e ripetute difficoltà a imporre e mantenere la sua direzione quando i comunisti la contrastano. Bisogna capire che un mondo nuovo è possibile, riconoscerlo e lottare per esso vuol dire avere una prospettiva di uomini liberi dal capitalismo, il socialismo è l’unica e sola alternativa alla barbarie del capitalismo. Diciamo anche che questa nuovo mondo è possibile perché i capitalisti senza lavoratori da sfruttare non possono fare nulla, mentre i lavoratori senza i capitalisti possono fare tutto e meglio.